In questi giorni ho finito di confezionare un bel free di Violetta di The Little Stitcher si tratta di The Mother of the Harvest, che io ho confezionato su una tela aida tinta con le bucce di uva rossa ottenute dalla pigiatura.
Mi piaceva molto l'idea di abbinare questa tela violetta con quel bel disegno in cui la fanno da padrone le tinte dorate del mais.
L'ho cucito su una tela fatta all'uncinetto e ricopre un vaso che voglio utilizzare per conservare tutti i semi che pianterò da qui a breve.
Questo infatti è il periodo adatto per cominciare a pensare a cosa seminare nel proprio orto/giardino, anche se l'inverno potrebbe essere ancora lungo, le giornate cominciano a essere più lunghe e questo porta con se il risveglio di tanta vita. Non a caso in passato questo era un tempo di transizione critico ma importante: le scorte di cibo cominciavano ad assottigliarsi e valutare quando piantare era fondamentale. Oggi, qui, non è necessario ma in giorni come questi dove l'aria sa già di primavera e l'inverno nemmeno si è fatto vedere, io sento questo cambiamento in maniera prepotente. Ma mi è mancato l'inverno, anche se non amo il freddo, per me è un periodo di ritiro interiore per valutare l'anno passato, fare i conti con ciò che non è andato e lasciarselo alle spalle e invece quest'anno, complice anche una vita sempre più frenetica questa chiusura non l'ho sentita, però sento il bisogno di cominciare qualcosa,di piantare semi nuovi e vedere cosa cresce sia nel mio orto che nel mio giardino interiore. Speriamo anche di poter chiudere con un anno doloroso che tanto si è preso, ma in fondo so che devo accettarlo e almeno pulire certe ferite perchè possano guarire...speriamo proprio che sia arrivato il tempo di farlo.
Tra poco sarà febbraio e nei primi giorni si trarranno auspici per il resto dell'inverno. Un tempo con le spighe dell'ultimo covone di grano chiamato "Madre del Grano" ( anche per questo mi sembrava un ricamo adatto quello di Violetta) realizzavano bamboline e croci solari perchè fossero di buon auspicio per il tempo a venire, che fosse clemente e permettesse di seminare per ottenere al più presto nuovo cibo. Dallo stesso covone si prendevano i semi che venivano gelosamente conservati per la nuova semina. Ovviamente non erano conservati solo quei semi ma il valore della Madre del Grano era obiettivamente diverso.
La stessa cosa si faceva con le foglie delle pannocchie di mais quando fu importato dal Nuovo Mondo. Le pannocchie infatti erano conservate a lungo nel loro involucro e potevano essere utilizzate lungo tutto il lungo inverno. Quest'anno anche io voglio realizzare una bambolina con le foglie del mais che abbiamo tenuto.
A presto
Agrifoglio
Fonti:
http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_calend_imbolc.htm
http://www.strie.it/Femm_CroceBrigid.html
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giovedì 23 gennaio 2014
sabato 16 novembre 2013
Agli antipodi
In questo periodo finalmente sto portando a termine i lavori iniziati i mesi scorsi, e può capitare che l’inverno e l’estate finiscano per mescolarsi in questo mio vorticoso calderone di lavori: un portacellulare con un motivo veramente estivo e uno scaldacollo.
Il girasole simbolo estivo per eccellenza, ad esempio, è stato scelto per il portacellulare che mi sono cucita…Avevo una bella stoffa rossa con una trama non regolarissima e su quella ho ricamato un bel girasole…il cui schema l’ho ricavato con qualche modifica da una vecchia rivista. Insieme ho cucito un charm con una luna. Solo dopo ho realizzato il dualismo che avevo involontariamente creato…il girasole simbolo del sole e la luna stessa…direi che anche qui siamo agli antipodi.
Il girasole mi mette sempre molta allegria e non a caso è il mio fiore preferito. Simbolo del Sole e della regalità presso gli aztechi (1) ha però nel linguaggio dei fiori un significato di amore infelice perché si volge sempre verso la Luce come un innamorato verso l’amata che però è lontana e irraggiungibile come il Sole stesso. Io però amo lo stesso questo bel fiore giallo che mette tanta gioia nel guardarlo.
Esiste una leggenda greca su un fiore dall’atteggiamento simile: l’eliotropio (2), che molti confondono con il girasole ma quest’ultimo è per colore e forma diverso ed è arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America perché è da lì che proviene e quindi non può essere il fiore del mito greco di Clizia e Apollo (3,4). Nel mito si parla di girasole perchè l'eliotropio segue il sole come il girasole stesso ma si tratta di due piante diverse e la confusione che si è fatta nel tempo è stata molta.
Ho anche trovato una leggenda carina (5) che vuole che il girasole inizialmente fosse un fiore molto brutto e allontanato da tutti, ma che amando il Sole, fu ricambiato e ricompensato da esso per la sua venerazione con la splendida corona dorata che porta.
Agli antipodi dell’estate troviamo l’inverno e io per l’inverno, con una morbida e spessissima lana, ho realizzato un bello scaldacollo caldo caldo.
L’origine dell’uso di questa fibra animale si perde nella notte dei tempi, e ha una lavorazione abbastanza lunga: dopo essere stata ottenuta dall’ animale (in genere per tosatura) deve essere lavata, sgrassata, cardata (ovvero i fiocchi di lana venivano liberati dalle impurità residue e districati), pettinata (tirata in modo che i fiocchi assumessero una forma filiforme) e filata (6) con fuso rocchetto e filatoio.
Tra le leggende dell’Alto Adige ce n’è una su un gomitolo di lana senza fine donato da una donna antica. (7). Mi ha affascinato questa breve favola e mi chiedo se ci siano versioni più estese.
Dal girasole alla lana…un viaggio lungo che va dall’assolato centro America (da dove proviene il girasole) al freddo Nord Europa (dove è molto presente la lana anche se è utilizzata e prodotta in quasi tutto il mondo) per questo mi è sembrato toccare quasi gli antipodi delle cose…l’estate e l’inverno in un momento in cui invece siamo in una stagione centrale, uno dei ponti dell’anno: l’autunno. Questa stagione di mezzo per me è il momento in cui dovremmo viaggiare verso il centro di noi stessi e compiere il passaggio verso un periodo più tranquillo e sonnolento così come la natura dall’estate passa all’inverno.
A presto
Agrifoglio
Fonti
(1) Florario di Alfredo Cattabiani Ed. Oscar Mondadori. pag 269-272.
(2) Girasole: http://it.wikipedia.org/wiki/Helianthus_annuus
(3) Eliotropio: http://it.wikipedia.org/wiki/Heliotropium
(4) Clizia nell’Enciclopedia Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/clizia_res-e9b3c923-962a-11de-baff-0016357eee51/
(5) Leggende girasole: http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/Leggenda%20dei%20Girasoli/leggenda_dei_girasoli.htm
(6) Lana: http://www.mumatvaldagno.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=28&Itemid=34
(7) Leggende Alto Adige: http://www.smg.bz.it/it/cosa-offriamo/strumenti/banca-dati-delle-leggende/378-826.html
domenica 23 settembre 2012
Benvenuto Autunno
E' finalmente arrivato l'autunno! Esco, passeggio per i boschi e vedo che la luce è cambiata. E' una luce quasi dorata che mi spinge a cercare la pace lungo gli argini dei fiumi in compagnia di un pranzo al sacco e di una lettura.
L'autunno, parola, che nel suo etimo si fa risalire all'aumentare, all'arricchire e al saziarsi è veramente una stagione ricca di frutti della Terra, frutti che sono come un tesoro nascosto: le more protette dai forti rovi da cui si ricava una buonissima marmellata;
Le castagne protette dai loro ricci che, tanto ai popoli della montagna quanto agli abitanti del bosco, hanno da tempo immemore, fornito un cibo prezioso che permetteva la sopravvivenza durante i lunghi inverni. Penso al fragrante odore delle castagne arrostite che mi colpisce e mi rimanda alle serate passate al caldo di un camino, di una vecchia stufa aspettando di gustare questo frutto;
e poi ci sono i funghi protetti e nascosti dalle foglie del bosco, le noci nel loro guscio. Preziosi sono i frutti dell'autunno: le fragranti mele, le pere e ancora zucche e l'uva.
L'autunno è una stagione bellissima ma un po' mi mette malinconia e come la definisce una mia amica è la stagione del Sogno, è una stagione in cui ci si sente al limitare di un passaggio di un mondo diverso. Camminando mi perdo nei miei pensieri e ancora una volta so che l' Autunno mi invita a riflettere, a perdermi e a ritrovarmi, a stare al caldo con un buon libro durante i giorni di pioggia, a passeggiare nella brezza dei giorni di sole che diviene sempre più pallido...a volte mi piacerebbe per un attimo perdermi tra le nebbie dell'autunno per ritrovarmi in qualche luogo di fiaba...si è proprio il tempo del Sogno...
Per dare il benvenuto a questa stagione fatta di foglie di fuoco, di camini accesi, di rugiada, di nebbie, una stagione di contraddizioni, di un'insolita gioiosa malinconia, ho pensato di preparare un pane dolce all'uva bianca con il lievito madre, che è praticamente già terminato, nonostante la mia insoddisfazione perchè non era venuto come mi aspettavo...
Allora benvenuto Autunno, benvenuto e grazie per tutti i tuoi Doni della Terra e dello Spirito.
A presto
Agrifoglio
L'autunno, parola, che nel suo etimo si fa risalire all'aumentare, all'arricchire e al saziarsi è veramente una stagione ricca di frutti della Terra, frutti che sono come un tesoro nascosto: le more protette dai forti rovi da cui si ricava una buonissima marmellata;
Le castagne protette dai loro ricci che, tanto ai popoli della montagna quanto agli abitanti del bosco, hanno da tempo immemore, fornito un cibo prezioso che permetteva la sopravvivenza durante i lunghi inverni. Penso al fragrante odore delle castagne arrostite che mi colpisce e mi rimanda alle serate passate al caldo di un camino, di una vecchia stufa aspettando di gustare questo frutto;
e poi ci sono i funghi protetti e nascosti dalle foglie del bosco, le noci nel loro guscio. Preziosi sono i frutti dell'autunno: le fragranti mele, le pere e ancora zucche e l'uva.
L'autunno è una stagione bellissima ma un po' mi mette malinconia e come la definisce una mia amica è la stagione del Sogno, è una stagione in cui ci si sente al limitare di un passaggio di un mondo diverso. Camminando mi perdo nei miei pensieri e ancora una volta so che l' Autunno mi invita a riflettere, a perdermi e a ritrovarmi, a stare al caldo con un buon libro durante i giorni di pioggia, a passeggiare nella brezza dei giorni di sole che diviene sempre più pallido...a volte mi piacerebbe per un attimo perdermi tra le nebbie dell'autunno per ritrovarmi in qualche luogo di fiaba...si è proprio il tempo del Sogno...
Per dare il benvenuto a questa stagione fatta di foglie di fuoco, di camini accesi, di rugiada, di nebbie, una stagione di contraddizioni, di un'insolita gioiosa malinconia, ho pensato di preparare un pane dolce all'uva bianca con il lievito madre, che è praticamente già terminato, nonostante la mia insoddisfazione perchè non era venuto come mi aspettavo...
Allora benvenuto Autunno, benvenuto e grazie per tutti i tuoi Doni della Terra e dello Spirito.
A presto
Agrifoglio
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