martedì 27 luglio 2021

Tra i mondi: La Distillazione della Lavanda

Tempo fa ho promesso a un'amica di fare un filmato mentre distillavo la lavanda e di postarlo. C'è voluto un po' di tempo perchè lo editassi. Non avendo un bastone per selfie perchè detesto gli autoscatti, anche se mi piacciono le foto fatte insieme a tutti gli amici lo ammetto, ho filmato lavorando con una mano e facendo numerose pause durante il filmato.


La distillazione in corrente di vapore è semplice: il vapore acqueo estrae e trascina via i componenti volatili  che poi dopo aver attraversato una serpentina raffreddata in bagno di acqua fredda, si ricondensano in un contenitore,dove acqua e olio si separano e si preleva in vario modo l'olio. 

Per fare questo 

Si riempie il contenitore con la giusta quantità di acqua. 

Si pone sopra un cestello, perchè la lavanda o altre erbe non si immergano nell'acqua stessa.  Si mettono le erbe ben pressate, per evitare che il vapore attraversando le erbe segua cammini preferenziali e non si estraggano bene gli olii

Si chiude il tutto.

 Si aggiunge acqua molto fredda nel contenitore di refrigerazione 

Si mette un termometro per monitorare la temperatura

Si accende su una fiamma media

Si pone un contenitore sotto il beccuccio di condensazione; io utilizzo una beuta perchè mi permette di vedere bene le separazioni di fase (acqua e olio sono due fasi diverse) nella zona in cui si restringe, ma ci sono contenitori fatti apposta che permettono la separazione immediata.

Si attende che l'acqua cominci a evaporare. Intorno ai 70°C si inizia a sentire qualche odore ma la quantità è molto piccola.

La distillazione vera e propria inizia alla temperatura di ebollizione dell'acqua (che dipende dall'altitudine rispetto al livello del mare)

Il liquido si condensa e cade nella beuta. L'unica accortezza da tenere è di mantenere freddo il bagno in cui è immersa la serpentina.

Con il mio distillatore la distillazione termina circa dopo una ventina di minuti e si ottengono un paio di mL di olio essenziale di lavanda per circa 300 g di fiori di lavanda. Spero sia interessante. Vi lascio al video

 Un abbraccio 

Agrifoglio

 


 

 



[ENG] If you find some mistakes please report to me

Some time ago I promised to a friend to make a movie while distilling lavender and to post it. It took some time to edit it. I haven't a selfie stick because I hate selfies, although I like photos shoot with all my friends I admit it,so I filmed working with one hand and taking numerous breaks during the shoot.

Steam distillation is simple: the steam extracts and drags away the volatile components which, after passing through a coil cooled in a cold water bath, condense again in a container where water and oil separate.

To do this:

The container is filled with the right amount of water.

It is placed on a basket so that the lavender or other herbs do not immerse in the water itself. The herbs are put well pressed to avoid that the steam passing through the herbs follows preferential paths and the oils are not extracted well.

Close the distillation container.

 Very cold water is added to the refrigeration container

A thermometer is put on in order to monitor the temperature

Ignite on a medium flame

A container is placed under the condensation spout (I use a flask because it allows me to clearly see the phase separations in the area where it shrinks, but there are specially made containers that allow immediate separation)

The water is expected to start evaporating  and around 70°C you start to smell some but the quantity is very small.

The actual distillation begins at the boiling temperature of the water (which depends on the altitude above sea level)

The liquid condenses and falls into the flask. The only precaution to take is to keep cold the bath in which the coil is immersed .

With my distiller, the distillation ends after about twenty minutes and I get a couple of mL of lavender essential oil for about 300 g of lavender flowers.

I hope you enjoy it 
Hugs
 Agrifoglio (Holly)

giovedì 15 luglio 2021

Biodiversi: Sai che Zucca...

In questo periodo il lavoro mi porta a stare molto lontano dal computer, entro nei social con uno sguardo rapido, rubando un po' il tempo ai miei lavori, per non perdermi troppo delle persone che seguo...che non sono molte, devo dire la verità, e poi scappo in campo.
Oggi sono venuti dei bambini di un campo solare, e li ho portati in giro per i miei campi a riconoscere le piante che coltivo e a far loro conoscere alcune piante curiose, che in buona misura sono zucche direi, che coltivo per i più disparati motivi.
Ho zucche lunghe chiamate napoletane, che possono arrivare a più di 20 kg di peso, sapide, lontane dal gusto delle zucche mantovane usate per fare tortelli.
Zucche trombette di Albenga che sono utilizzate sia acerbe, come zucchini, che come zucche gialle. 
Zucche palermitane chiamate serpenti di Sicilia che con il loro aspetto interno quasi vetroso sono utilizzate al Sud per farne minestre e se vengono lasciate crescere su delle pergole e seccare in campo donano dei contenitori duri e piuttosto resistenti o anche dei bastoni
E poi zucche chiamate luffe, più simili a dei cetrioli, dalle quali si ricavano delle ottime spugne, si ho proprio detto spugne... 
Siamo abituati a pensare che le varietà che esistono siano quelle che vediamo comunemente nei banchi di un mercato, invece sono tantissime quelle poco conosciute, con sapori e usi diversi da quelli che ci aspettiamo, che la cosa finisce per sorprenderci. 
Mi chiedo perchè limitarsi. La biodiversità è anche questo. Qualcuno di voi coltiva piante particolari? Vi va di raccontarmelo? 
Un abbraccio
Agrifoglio