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martedì 19 febbraio 2013

Un passo

In questi giorni in cui la neve e il sole si avvicendano sento distintamente l'odore della primavera, nella luce che si fa più intensa, nell'aria che ancora fredda mi pervade, nelle prime foglie che spuntano dal terreno e daranno vita ai bucaneve. Tutto questo fermento mi spinge a fare, a imparare cose nuove, e così una cosa alla volta mi dedico a nuove creazioni...
Uno scaldacollo realizzato con due fili di lana di colore diverso, che ormai porterò l'anno prossimo, almeno lo spero. Il lavoro è ancora in corso d'opera, ma la lana è così spessa che ci metterò poco.


Usare l'uncinetto. Era una delle attività manuali che non ero riuscita ad imparare da piccola, ma che finalmente mia madre è riuscita a insegnarmi in una mattina. Si sarà risvegliato il gene dell'uncinetto visto che lei è bravissima e io non infilavo nemmeno una maglia. Per il momento mi esercito con i punti principali: catenella, maglia bassa e maglia alta...vedremo se sarò in grado di realizzare qualcosa oltre a questi provini...


Un ricamo su lino, il mio primo ricamo su lino...uno schema che ho realizzato pensando al bagliore delle candele e alla loro calda luce...


Non è bellissimo ma con questo realizzerò un oggetto che mi accompagnerà nel quotidiano ricordandomi la frase che mi guida nelle mie giornate più buie:

Guidami Luce Gentile. Guida Tu i Miei Passi...
Non ti chiedo di vedere l'Orizzonte Lontano.
Un Passo mi Basta


Come mi ha insegnato un amico, anche se a volte non ci ho creduto fino in fondo, non c'è niente che non si possa imparare a fare, basta volerlo.

A presto
Agrifoglio

venerdì 10 febbraio 2012

Questione di cappello

Mi piacciono i cappelli, coprono, riparano e proteggono, sia che si tratti di una torrida giornata estiva, che di una gelida notte invernale. I copricapi in passato definivano chi eri: un re senza corona non era un re, una strega senza il suo cappello a punta che strega era? Forse è per questo che mi piacciono, danno un tocco di personale a chi li porta. 
E mi piace la lana così calda, morbida...Il lavoro a maglia mi ricorda i giorni in cui me ne stavo di fianco a mia madre, accanto a una stufa, e imparavo a lavorare con i ferri e la lana. Ho imparato da piccola, sferruzzando i vestiti per le mie bambole, che mia madre mi aiutava a cucire. Trascorsa l'infanzia però ho quasi del tutto abbandonato questa attività, se si esclude qualche lavoretto sporadico. Ma una volta imparati i lavori manuali creativi ti entrano dentro. 
Da qualche tempo fremevo per ricominciare, così complice il fatto che mi sarebbe piaciuto avere uno di quei lunghi cappelli "elfici" ho ripreso i ferri in mano. Ci ho messo una vita, si può dire che mi ci è voluto quasi un giro di ruota. Praticamente ho dovuto reimparare da capo, anche se una volta iniziato le mani ricordano ciò che bisogna fare, la lentezza è il prezzo da pagare per questi anni di immobilità. Alla fine anche grazie alla consulenza di mia madre, questo è quello che sono riuscita a fare:



Un cappello è quello che ci vuole in questi freddi giorni d'inverno in cui il freddo, la neve e il vento si rincorrono.



A presto

Agrifoglio