Mi piacciono i cappelli, coprono, riparano e proteggono, sia che si tratti di una torrida giornata estiva, che di una gelida notte invernale. I copricapi in passato definivano chi eri: un re senza corona non era un re, una strega senza il suo cappello a punta che strega era? Forse è per questo che mi piacciono, danno un tocco di personale a chi li porta.
E mi piace la lana così calda, morbida...Il lavoro a maglia mi ricorda i giorni in cui me ne stavo di fianco a mia madre, accanto a una stufa, e imparavo a lavorare con i ferri e la lana. Ho imparato da piccola, sferruzzando i vestiti per le mie bambole, che mia madre mi aiutava a cucire. Trascorsa l'infanzia però ho quasi del tutto abbandonato questa attività, se si esclude qualche lavoretto sporadico. Ma una volta imparati i lavori manuali creativi ti entrano dentro.
Da qualche tempo fremevo per ricominciare, così complice il fatto che mi sarebbe piaciuto avere uno di quei lunghi cappelli "elfici" ho ripreso i ferri in mano. Ci ho messo una vita, si può dire che mi ci è voluto quasi un giro di ruota. Praticamente ho dovuto reimparare da capo, anche se una volta iniziato le mani ricordano ciò che bisogna fare, la lentezza è il prezzo da pagare per questi anni di immobilità. Alla fine anche grazie alla consulenza di mia madre, questo è quello che sono riuscita a fare:
Un cappello è quello che ci vuole in questi freddi giorni d'inverno in cui il freddo, la neve e il vento si rincorrono.
A presto

